Anche le microimprese possono e devono avere strategie commerciali.

In Italia ci sono 4.100.000 microimprese, il 95% del totale (sono 18 milioni in Europa, il 93.2% del totale).

Occupano il 47% della popolazione non agricola, il 39% in Europa e l’11% negli USA.

Le microimprese, che sono composte da 3 a 9 addetti, sono in aumento in Italia negli ultimi 10 anni e rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo nazionale.

La maggioranza di queste, secondo i dati ISTAT, adotta strategie di tipo difensivo (70%), finalizzate al mantenimento delle quote di mercato. A questa tendenza si affiancano però altri orientamenti, come l’idea di ampliare la gamma di prodotti e servizi offerti (38.4%), accedere a nuovi mercati (17.9%), stipulare partnership con altre aziende (10.4%). Il 6% afferma di dover ridimensionare la propria attività. Quasi nulle le percentuali di microaziende desiderose di espandersi all’estero.

Le strategie messe in campo dalle microimprese non sono così articolate: i due terzi di esse adottano infatti una sola strategia.

E se la difesa delle quote di mercato riguarda quasi tutte le categorie, l’intenzione di ampliare la gamma di servizi interessa soprattutto le attività commerciali (44.7%) e quelle industriali (42.4%). Molto bassa nelle attività edili (28%).

Per realizzare le loro strategie, le microimprese puntano soprattutto al miglioramento della qualità del prodotto o servizio (75.6%). Seguono poi le politiche di prezzo (31.1%), la diversificazione dell’offerta di prodotti e servizi (circa il 21%), la flessibilità produttiva al variare della domanda (19,3%).

La qualità dei prodotti e servizi è un obiettivo relativo soprattutto alle imprese industriali (82%), in particolare quelle alimentari e delle bevande (90%) e quelle dei servizi alle persone.

Un quarto delle microimprese assume, anche se non si rivolge a personale altamente qualificato.

La formazione non è assente, anzi: un terzo di queste ha investito per aumentare la professionalità dei lavoratori. A guidare sono soprattutto le imprese del settore terziario e quelle del Nord.

7 microimprese su 10 appartengono al settore dei servizi (contro 5 su 10 delle restanti imprese), soprattutto quelli rivolti alle famiglie, ma anche le attività immobiliari e professionali; la loro presenza è relativamente meno alta nelle attività industriali e nei servizi a queste più strettamente connessi, quali il trasporto, il magazzinaggio e le attività di supporto alle imprese.

Per supportare al meglio le strategie commerciali delle microimprese è necessario gestire in modo coerente le spese e le entrate/uscite: uno strumento molto utile in tal senso è proprio Zillions Business, l’assistente finanziario digitale.