Da quest’anno la conferma dello status di “startup innovativa” si semplifica, divenendo totalmente digitalizzata.

Gli adempimenti si riducono da tre a uno ed aumenta la visibilità per il proprio progetto.

Per continuare a fregiarsi del titolo di startup innovativa basterà approvare lo status almeno una volta l’anno. Basterà collegarsi al sito startup.registroimprese.it – realizzato da InfoCamere – e confermare i propri requisiti.

Il profilo rappresenta anche una vera e propria vetrina per la startup che può così raccontare la propria idea presentandola ad una platea virtuale di potenziali investitori.

Secondo l’ultimo Report realizzato da Infocamere, le startup hanno superato nel primo trimestre 2019 quota 10 mila per la prima volta.

E’ la Lombardia a guidare la classifica con 2.543 imprese innovative, seguono Lazio (1.124), Emilia Romagna (891), Veneto (879).

La città di Milano resta centrale nell’ecosistema italiano con 1.791 startup (il 18% del totale italiano).

Segue Roma con 1.012.

Nonostante le startup siano aperte a qualsivoglia attività, la tecnologia è preminente per concerne i settori (34.4% aziende fanno “produzione di software”, 13.4% fa “ricerca e sviluppo”). La manifattura investe il 18% circa del totale.

Questo genere di impresa è costituito soprattutto da giovani: nel 43% dei casi c’è almeno un socio sotto i 35 anni di età.

Le startup sono soprattutto microimprese: solo il 40% delle startup ha almeno un dipendente, e anche queste hanno in media 3.1 addetti (contro i 5.6 delle aziende “di recente costituzione”).

Le compagini sociali sono tuttavia più ampie nelle startup: 4.5 i soci in media per ogni impresa innovativa contro i i 2.1 delle altre nuove imprese.

Capitolo fatturati: la media supera i 150 mila euro, solo 178 realtà hanno dichiarato un valore superiore al milione di euro.