I risultati dell’introduzione della fatturazione elettronica tra privati sono stati illustrati lo scorso 24 giugno in un’audizione del Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate Ruffini presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati.

Il primo aspetto positivo è stata la messa a regime del sistema senza proroghe o rinvii secondo i tempi stabiliti dal legislatore.

I risultati concreti raggiunti in termini di volume

L’audizione ha riportato tra l’altro alcuni risultati concreti raggiunti nel primo anno:

  • 2.066 milioni di fatture elettroniche veicolate dal Sistema di Interscambio da circa 3,9 milioni di operatori (tra cui anche circa centomila operatori in regime forfetario che sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica)
  • una percentuale di scarto delle fatture di appena 2,4%
  • oltre 4,2 milioni di richieste di generazione di QRCode (codice da stampare o salvare su smartphone, che può essere mostrato al proprio fornitore per l’acquisizione dei dati anagrafici da riportare in fattura)
  • circa 4,4 milioni di indirizzi telematici registrati per la ricezione delle fatture elettroniche
  • una media di circa 200 mila login giornalieri al portale “Fatture e Corrispettivi”
  • 3,4 milioni di deleghe ai servizi di consultazione del portale “Fatture e Corrispettivi”

Ruffini riporta che il trend positivo del processo di fatturazione elettronica si conferma anche nel periodo fino al 31 maggio del 2020:

  • 772 milioni di fatture elettroniche da circa 3,3 milioni di operatori, con una
  • percentuale di scarto sempre più bassa (siamo sull’1,6%)
  • 400 mila richieste di generazione di QRCode
  • 300 mila nuovi indirizzi registrati per ricevere le fatture
  • ulteriori 200 mila deleghe conferite
  • si conferma la media di circa 200 mila login giornalieri al portale “Fatture e Corrispettivi”

Il recupero del Tax Gap

Il nuovo processo di fatturazione elettronica ha, come ci si aspettava, avuto risultati importanti nella riduzione del Tax Gap.

Concretamente Ruffini stima un beneficio di circa 3,5 milliardi per il 2019

  • maggior gettito relativo all’IVA riconducibile ai versamenti spontanei dei contribuenti (non riconducibile al ciclo economico) è stato stimato in circa 2,0 miliardi
  • maggiori imposte dirette con un incremento stimato, prudenzialmente, in circa 580 milioni di euro, dovute all’emersione
  • azioni di contrasto (soprattutto alle frodi fiscali), con l’individuazione di un numero di soggetti che, seppur limitato (circa 200 tra società ed enti), è stato oggetto di azioni di blocco di compensazioni di falsi crediti IVA per un importo complessivo di circa 1 miliardo di euro; impendendo in tal modo l’utilizzo dei suddetti crediti per compensare debiti erariali o contributivi

Ulteriori effettivi positivi citati nell’audizione sono:

  • utilizzo dei dati della fatturazione elettronica per l’individuazione di soggetti – ad alto rischio frode – privi dei requisiti di esportatore abituale (per un importo di falso plafond dichiarato di oltre 1,3 miliardi di euro)
  • utilizzo dei dati in operazioni basate sull’incrocio dei dati della fatturazione elettronica con le fonti informative antifrode a carattere transnazionale (tra l’altro mediante il network europeo di lotta alle frodi EUROFISC) al fine di individuare società coinvolte in meccanismi di frode intracomunitaria, basati su flussi di fatturazione per operazioni inesistenti per circa 1 miliardo di euro