I ferri del mestiere delle microimprese sono anche digitali e allora: cosa vuol dire fare il Social Media Marketing che funziona?

Un vecchio adagio recita che non si può non comunicare.

E oggi non si può non utilizzare i social media.

Il motivo è semplice: il mondo social è pervasivo e rappresenta una sorta di fiume che vorticosamente scorre e ci circonda.

Le persone, e quindi anche i nostri clienti, sono sui social.

Si muovono, condividono contenuti, si parlano, si innamorano anche. L’utenza dei social non è più puro appannaggio dei ragazzi giovani ma investe fasce sempre più ampie della popolazione.

E allora, siccome i mercati sono conversazioni, è opportuno partecipare a questi scambi, a queste relazioni.

Senza timore e ripensamenti, ma adottando una strategia, per quanto semplice.

Certamente il punto di riferimento social è Facebook (www.facebook.com), che ha un valore e un peso altissimo. Per molti utenti/clienti internet stesso coincide con l’orizzonte di Facebook.

E’ il primo network al mondo e, sebbene non cresca così velocemente come negli anni passati, rappresenta uno snodo cruciale per chiunque voglia fare comunicazione digitale.

Le microimprese hanno varie strade per porsi su Facebook.

Partendo da quella che sembrerebbe l’azione più naturale: ossia postare i prodotti che vendono. Perfetto. Ma non basta. E’ inevitabile proporre su Facebook testi e immagini accattivanti che riguardano i prodotti del nostro portafoglio, ma bisogna anche raccontare noi stessi. Le nostre aziende. I nostri punti di forza.

Spostare, come spesso diciamo, l’attenzione anche sulle persone e non solo sul prodotto.

Perché microimpresa vuol dire servizi, assistenza, professionalità.

La nostra Storia Aziendale è importante, al fine anche di inculcare nella mente dei potenziali clienti credibilità, forza, preparazione.

Parlare quindi al cuore e all’intelletto dei clienti.

E dopo Facebook?

Certamente vi sono altri social, che – nella nostra ipotetica strategia mediatica – svolgono ruoli “verticali” e specifici. Come Twitter, che si presta bene per esempio al dialogo con la stampa e i giornalisti. Perché le microimprese fanno anche questo. Oppure per postare notizie sul mercato, sulla nostra zona, sulle tendenze e gli scenari.

Come YouTube, ove è possibile postare video dei nostri prodotti per invogliare i clienti a contattarci. Visite virtuali e non: il canale video numero uno va gestito in questo modo, magari parlando talvolta anche in prima persona con video da noi prodotti.

Come Instagram, in forte ascesa, strumento molto “visuale” e quindi adatto a raccontare per immagini le nostre cose.

In genere, occorre sperimentare e magari reperire strumenti che non abbiamo citato ma che possono portare risultati agli operatori. Non è una scienza esatta.

A monte ci sta l’impegno e il presidio dei canali, e soprattutto la disponibilità all’ascolto e quindi al dialogo!

Buon lavoro!