Microimprese e Personal Branding: nel mondo del piccolo commercio anche la costruzione dell’immagine degli operatori riveste un ruolo importante.

Perché – facendo bene il proprio lavoro – ci si mette inevitabilmente la faccia. E si entra al 100% di noi stessi nelle trattative e nell’attività in genere.

Ecco perché occorre posizionarsi (o riposizionarsi) al meglio, alla stessa stregua di un prodotto o di un servizio da immettere sul mercato.

La prima cosa da fare è realizzare un Piano. E’ l’ABC, il punto di partenza.

E’ fondamentale capire che tipo di Brand siamo: Outsider, Esecutore, Leader… per capire chi siamo veramente è necessario analizzare persone simili a noi che stanno avendo o hanno avuto successo. Un vecchio adagio invita a “rubare” il meglio da chi ci circonda: una strategia d’ascolto che è consigliabile in ogni caso.

Dopo avere identificato il nostro posizionamento attuale occorre riposizionarsi. Bisogna attribuirci un posto e un valore. Certamente si tratta di un’attività non facile e alquanto sensibile: posizionarsi troppo in alto potrà creare aspettative irrealistiche. Posizionarsi in basso sarà di poco stimolo.

E allora? Non tutti siamo uguali: vi sono professionisti molto sicuri e altri che hanno bisogno di un po’ di spinta e incitamento. Per tutti invariabilmente l’invito è quello di “gettare il cuore oltre l’ostacolo”. Fare leva su componenti emotive e non solo razionali. La guerra del mercato si vince con cervello e passione.

A questo punto occorre darsi un piano temporale. Le tempistiche. Gli obiettivi dichiarati hanno bisogno di essere scaricati sul “calendario”: ogni piano di Personal Branding è legato quindi ad una scansione temporale, che anche in questo caso deve essere realistica, né troppo conservativa né esageratamente ottimistica.

Misurare, quindi, i traguardi parziali, poiché non è possibile riposizionarsi e raggiungere il successo in un balzo unico.

Per raggiungere gli obiettivi occorre anche una strategia di comunicazione. Dopo aver percorso gli step preliminari, avendo inteso che Brand siamo, dove ci posizioniamo, dove vogliamo andare e in quanto tempo, è venuto il momento di agire. La visibilità si raggiunge con fatica e applicazione, con intelligenza e pazienza.

Percorrendo magari strade inconsuete e diverse, giacchè compito del marketing è proprio creare delle differenze. Ricordiamo l’esempio classico delle acque minerali o delle benzine Cosa le differenzia? Questione di percezione, di marketing.

Innovazione e creatività devono far parte del nostro armamentario lavorativo. Cambiare le carte in tavola, ripensare il mercato con modalità spiazzanti e diverse.