Parliamo spesso di cosa sia il marketing per le microimprese. Marketing che, fino a pochi anni fa, sembrava una chimera e quasi un ossimoro. Ci riempiamo la bocca di frasi come facciamo marketing, facciamo pubblicità, abbiamo fatto il piano di comunicazione, abbiamo allocato questo budget, etc…etc…

Ma non sempre è possibile raggiungere il nostro target in modo totalmente cristallino e chiaro. Talvolta alcuni concetti potrebbero risultare ostici.

Non sempre i nostri Piani di marketing funzionano. Non sempre raggiungiamo risultati e il flop è talvolta dietro l’angolo.

Ecco perché oggi parliamo di cosa NON è il marketing per le microimprese…

Il marketing non è la vendita. Tecniche di vendita è – secondo Wikipedia – il termine con cui si indica l’insieme delle metodologie classificate e riconoscibili che vengono utilizzate nel corso di una trattativa di vendita allo scopo di ottenere l’esplicito consenso all’acquisto di un prodotto o di un servizio da parte di un potenziale compratore.

L’ambito di riferimento è quello del processo negoziale messo in atto da chi svolge professionalmente l’attività di venditore (in qualità di dipendente o di intermediario commerciale) per conto di aziende che si rivolgono ad uno o più mercati di clientela business e consumer.

In funzione del tipo di mercato e della complessità dei prodotti/servizi che il venditore offre, si possono distinguere varie Tecniche di Vendita applicabili: si delinea così un range ideale che va da quelle in cui gli obiettivi e le necessità del cliente sono il punto focale della negoziazione, cosiddetta vendita consulenziale, sino a quelle in cui la pressione esercitata per indurre all’acquisto è tale da mettere in evidenza tratti riconducibili ad una persuasione di tipo “pseudo manipolatoria”.

Il marketing sta a monte e spesso a valle della vendita. Il marketing, soprattutto, non è la vendita. Vendere è un processo che ha bisogno del marketing ma non si identifica con questo. Il marketing è propedeutico alla vendita. Un po’ come il trequartista con l’attaccante, l’ala con il centroboa, il guanciale con la carbonara…

Non possiamo confondere la parte con l’intero, e viceversa…

Il marketing non è la pubblicità. Questo è un altro grande equivoco.

Con il termine pubblicità si intende quella forma di comunicazione a pagamento, diffusa su iniziativa di operatori economici (attraverso mezzi come la televisione, la radio, i giornali, le affissioni, la posta, internet), che intende influenzare in maniera sistematica i comportamenti e le scelte degli individui riguardo al consumo di beni e all’utilizzo di servizi.

La pubblicità di distingue in base al fine ultimo (profit/no profit, ossia se è a scopo di lucro o no), in base al mezzo che veicola il messaggio (internet, radio, TV, affissioni, giornali, etc…), o anche a seconda del target a cui è indirizzata.

La pubblicità è una parte del grande MIX di marketing da cui partiamo sempre per effettuare le nostre analisi. La pubblicità è quindi un aspetto del marketing… è parte di una delle “P” kotleriane del marketing “classico”, ossia “promotion”…ma non risolve interamente la “P” stessa… (qui una spiegazione di cosa siano le famose P di Kotler).

Senza il resto il marketing è zoppo… ossia in mancanza di prodotto, prezzo e “point-of-sale” (la variabile distributiva-logistica) stiamo parlando di nulla o quasi…

Il marketing ha bisogno della pubblicità, per estrinsecarsi, per andare nel mondo, per colpire il destinatario prescelto. Ma prima ci sono altre riflessioni e analisi da fare.

Il marketing non è le Pagine Gialle (!). Formidabile strumento sicuro, che – anche in questo caso – non risolve appieno il concetto di marketing. Che è molto più vasto. Spesso ci si sente rispondere “tanto noi abbiamo (avevamo) già le Pagine Gialle”. Si tratta di una risposta che cela timori ed anche ignoranza. Mancanza di capire l’intero. Le Pagine Gialle fanno (facevano) parte di un processo e di una serie di attività…ma il marketing è molto di più… e (inteso come complesso di azioni) funziona probabilmente di più…

Il marketing non è la Milano da bere anniottanta: il marketing non è giovani con cravatte e orologi sovradimensionati in estasi creativa dopo aver ideato l’ennesima frase geniale che farà vendere milioni di pezzi di un certo prodotto, il marketing non è fantasia, ma studio, sudore, abnegazione… e talvolta non è neanche una cosa così “cool”…

Il marketing è (la butto lì) capire come e perché alcune benzine o le acque minerali hanno un riscontro sul mercato piuttosto che un altro