La professione di microimprenditore è cambiata. Si è evoluta. In maniera esponenziale, direi, negli ultimi 10 anni. Un mix di cause diverse stanno facendo scomparire la figura – alquanto vetusta e anacronistica- del classico e storico “bottegaio”.

Non basta più soltanto vendere per essere un buon imprenditore. La vendita è sì il fine ultimo, ma prima di vendere occorre accompagnare il cliente, supportarlo, aiutarlo, fornirgli tutte le informazioni del caso, dargli un “valore aggiunto”.

Dobbiamo lavorare per differenziarci, ed abituarci al meglio, non al peggio. Dobbiamo crescere, e sfruttare le occasioni che il mercato (non certo brillante, di questi tempi) ci offre.

Diventa davvero irrinunciabile offrire un servizio a “360°”. Non basta vendere, come dicevo più sopra. I clienti sono cresciuti, non viviamo negli anni ’50, le persone (grazie anche a internet) si informano, acquisiscono cultura e informazioni: dobbiamo essere in grado di supportare i clienti e fornire risposte. Dobbiamo essere noi a fare il primo passo, ad essere informati su qualsivoglia prodotto proponiamo, stipulando convenzioni con professionisti del settore atti a rispondere alle richieste dei nostri potenziali clienti.

Dobbiamo lavorare su più piani. Marketing è soddisfare i bisogni dei clienti…

Ogni cliente è un valore. Dobbiamo interiorizzarlo. Dobbiamo capirlo, per evitare di perdere credibilità. E clienti. E fatturato.

Il successo si costruisce a tavolino, e si gioca sul campo dei servizi. Marketing può e deve voler dire “servizi”, “assistenza”, “supporto”.