La Gestione spese vista con gli occhi degli studenti: Giulia, studentessa di Lettere, fuorisede, conta di ottenere a breve la sua seconda corona d’alloro.

Ci racconta la sua vita da studentessa squattrinata a Bologna.

Vivi da sola o con altre persone?

In 5 anni ho cambiato diverse case, condivise sempre con altri studenti.
Attualmente vivo con 3 persone: una ragazza parmense, un ragazzo pugliese e un marchigiano.
Un bel mix di culture locali che arricchisce l’ambiente casalingo.

Quali sono, per te, le maggiori difficoltà nella gestione della casa?

Credo che la parte più impegnativa sia dare un ritmo naturale alle pulizie, visto che ogni persona ha le sue abitudini.

Questo crea dei disaccordi anche nella suddivisione delle spese condivise per la casa.

Convivenza e Gestione spese

Non abbiamo uno schema rigido. Durante la settimana segniamo cosa manca e cosa sta terminando e va ricomprato. Stimiamo quanto pensiamo possa servire, raccogliamo i soldi e se avanza qualcosa, viene messo in un salvadanaio per la spesa successiva.

Non ci sono problemi per i prodotti per la casa; diverso per quanto riguarda alcuni beni essenziali della cucina che abbiamo deciso di condividere, come il sale, lo zucchero o l’olio. All’inizio, era davvero seccante trovare il contenitore vuoto senza preavviso, ora invece riusciamo a gestirci meglio e abbiamo eliminato alcune cose dalla spesa in comune, come il caffè, che non bevo quasi mai, e che per me ha più senso comprare separatamente.

gestione spese e convivenza

A livello personale, in cosa pensi di spendere di più?

Escluso l’affitto, sicuramente mangiare è un’attività che assorbe buona parte delle proprie finanze.

Le lezioni, a volte, non permettono di tornare a casa e non sempre si hanno le forze di preparare il pranzo al sacco.
Quindi si finisce per comprare il solito panino o pezzo di pizza di fronte alla facoltà. I più lungimiranti applicano sconti che favoriscono lo studente; alcuni bar danno addirittura una tessera raccogli-punti che, una volta riempita, regala una colazione.

Magari potrei lesinare di più sulle uscite con amici. Comunque anche qui tendiamo ad alternative più intime e meno costose, godendoci l’aperitivo a casa, in tranquillità. Oppure organizziamo cenette, un giorno da un amico, un giorno da un altro.

La buona compagnia è indubbiamente l’elemento imprescindibile che rende qualsiasi esperienza piacevole, anche senza spendere patrimoni.

A casa vostra, qual è la bolletta che più vi spaventa?

La spazzatura incute abbastanza timore. Si paga poche volte l’anno, ma quando si presenta, picchia duro. Da non residenti la tariffa applicata è alta.

Anche il gas nei mesi freddi non scherza; infatti, in altre case, non di rado, l’inverno cominciava con prove di resistenza e strati multipli di felpe, cercando di ritardare un pochino l’accensione dei termosifoni.

Il problema è sentito soprattutto nelle case meno moderne, dove gli spifferi vanificano i tentativi di scaldarle e le bollette sono esorbitanti.

gestione spese e bollette

Avete una filosofia nella spesa?

Ci sono alcuni prodotti per cui ci rivolgiamo al discount, come Lidl e Ins.

Ins è più adatto per comprare cose per la casa, come scottex e detersivi. Ne abbiamo uno piccolo sotto casa, ma l’offerta è abbastanza limitata.

Lidl ed Ecu invece sono perfetti per acquistare, in grandi formati, la spesa alimentare. Si possono trovare pacchi giganti di biscotti o merendine anche di marca e molti prodotti, non pubblicizzati, di buona qualità.

La Pam (non quella local) è ideale quando si vuole fare un rifornimento di tutto e non si vuole girare da un negozio all’altro.

Sono tutti un po’ fuori mano per noi, quindi bisogna programmare la spedizione con anticipo.

Per frutta e verdura, mi piace invece rivolgermi ai mercati ortofrutticoli:

Spesso faccio amicizia con i venditori e capita che mi regalino qualche frutto appena arrivato da assaggiare o due zucchine in più. Basta un sorriso.

Avete qualche trucco particolare per risparmiare a casa vostra?

Nella vecchia casa, c’era Andrea che sapeva trasformare cose inutilizzate in ciò che serviva.
Mancava una lampada? Nessun problema. Bottiglia di vetro, trapano, lucine di Natale ed ecco un soprammobile autoprodotto che desse un po’ di luce alla stanza.

Nella mia attuale sistemazione, siamo riusciti a instaurare un rapporto quasi familiare, quindi, spesso si mangia insieme. C’è chi mette una volta la pasta, chi il sugo, chi il contorno e si crea un bel pranzetto, anche se la dispensa non è troppo ridente.

A Chiara, la mia compagna di stanza, piace girare per i vari mercatini biologici, sparsi per i centri sociali. In questi posti si possono trovare prodotti a km 0 a prezzi più abbordabili del minimarket. Con la bici, fa rifornimento di sapone sfuso, che ormai si vende in vari punti della città. Sono ecologici, senza perdere di efficacia.

Per un anno ho vissuto, con un’altra ragazza, in un piccolo palazzo abitato da studenti. C’era un bel clima e i vicini sono stati molto carini fin dal nostro arrivo. Una chiacchiera tira l’altra e abbiamo deciso di condividere l’abbonamento Internet, abbattendo i costi per tutti.

Con inventiva, rispetto e cordialità, si aprono tantissimi mondi e si trovano metodi diversi per fronteggiare le stesse problematiche.

Dove consigli di andare per svagarsi senza svuotare il portafoglio?

La realtà bolognese offre una varietà di intrattenimento a basso costo per tutti i gusti.

A livello culturale, ci sono sempre tantissime mostre, conferenze, esibizioni e proiezioni di film aperti a tutti e dei più disparati tipi, moltissime volte gratis o ad ingresso ridotto per studenti.

È davvero impossibile non trovare qualcosa di interessante.

In più, il contesto associativo è ricco di iniziative stuzzicanti e di eventi che toccano temi anche socialmente rilevanti.

Il Labàs, ad esempio, è una realtà immersa nel quartiere Santo Stefano, che – oltre a offrire uno spazio dove potersi rilassare, d’estate, con della buona musica live o dove poter mangiare una buona pizza – utilizza parte delle entrate per finanziare un alloggio aperto a chi non ha dimora.

La scorsa primavera, il Vag61 ha proposto, settimanalmente, il pranzo solidale e collettivo: si poteva gustare – ad offerta libera – un menù con prodotti locali e dalle combinazioni originali.

In linea generale, comunque, si può mangiare e bere un calice di vino a prezzi ridotti, se si sa dove andare. Molti locali offrono aperitivo, con buffet incluso, a 5-7€ e molte osterie propongono pranzi a menù fisso sugli 8-10€, dove è piacevole concedersi ogni tanto un pasto fuori.

gestione spese magiare in casa

Ci sono alcuni approcci che ti piacerebbe adottare o che avete provato in casa e non hanno funzionato?

Ho pensato diverse volte di tentare con i GAS (gruppi di acquisto solidali).

I Gruppi di Acquisto Solidali rappresentano un’opzione altrettanto “sana” alle bancarelle di frutta e verdura. Hanno il vantaggio di non aver – quasi – bisogno di muoversi dal divano per cercare i diversi prodotti. È sufficiente prenotare sui siti dedicati ciò che si desidera e recarsi il giorno comunicato nel punto di raccolta.

Abbiamo provato la spesa a domicilio. Si può avere un bel risparmio, per esempio comprando prodotti Carrefour, ma per abbattere il prezzo di consegna, è necessario fare un’ordinazione abbastanza consistente. Coordinandosi con i coinquilini è facile ovviare al problema, ma a casa nostra è un sistema che non ha attecchito.

Altri suggerimenti per non stressare le proprie tasche a Bologna?

Per chi ha tempo e a chi piace “spulciare”, ci sono diversi negozietti di seconda mano come:

  • La Leonarda, in cui si possono trovare degli autentici gioiellini vintage;
  • Il Mercato della Montagnola e La Piazzola possono essere delle vere e proprie isole del tesoro.

La mia coinquilina torna sempre con qualcosa di carino, io purtroppo non ho occhio.

A Bologna, anche il mercato dell’usato dei mobili è fiorente. Ci serviva un bel tavolo per studiare e ne abbiamo trovato uno perfetto di cui siamo innamorati. È di buon legno e ricorda la casa delle nonne, un ottimo acquisto.

Mi piace inoltre molto leggere e, tra le varie librerie, mercatini e il ricco sistema bibliotecario di cui la città può vantare, posso accedere a una quantità di materiale vastissima e senza paragoni, praticamente in maniera gratuita o a costo minimo.

Ci sono anche iniziative deliziose per gli amanti del cartaceo, che vivono sul principio dello scambio. Come Libri Liberi – un progetto sostenuto da Anna Hilbe, fondatrice storica delle libreria delle donne di Bologna. L’obiettivo di Libri Liberi è di far ‘tornare a circolare la cultura’ [ndr].

Nella sua libreria, in via San Petronio Vecchio, è possibile prendere i testi che più interessano – con un massimo di 3 – senza pagare. Tutto si basa sulla donazione libera di libri da parte di privati che vogliono sgomberare le proprie stanze o che vogliono condividerli con altri.

Queste realtà sono il paradiso per lettori assidui come me.