Nonostante le voci di corridoio e il tourbillon mediatico l’entrata in vigore della fatturazione elettronica non subirà proroga e sarà quindi operativa dal 1 gennaio 2019.

E’ questo l’orientamento del Governo ed anche la Commissione Finanze del Senato va in questa direzione avendo approvato la settimana scorsa due emendamenti al disegno di legge A.S. n. 886 di conversione del decreto legge n. 119/2018.

L’emendamento 10.20 sostiene che l’Agenzia delle Entrate, nel suo servizio gratuito di conservazione, non può utilizzare fornitori terzi.

L’emendamento 10.0.200 precisa alcuni dettagli per i fornitori di servizi di pubblica utilità, come ad esempio medici e farmacie che per ora restano esentati dall’obbligo.

Oltre a queste due categorie l’esenzione riguarda anche i forfettari e le micro aziende con meno di 65 mila euro di fatturato l’anno.

A causa di queste esenzioni è probabile che circa il 40% delle Partite IVA potrebbe non essere soggetto all’obbligo di invio di fattura elettronica ma questo non significa che non possa farlo su base volontaria.

Un altro emendamento prevede che l’Agenzia delle Entrate realizzi, dal 2020, una Dichiarazione IVA precompilata sulla base dei dati delle fatture elettroniche: per questo motivo è molto probabile che anche i cosiddetti “esentati” si convertano al regime eInvoice per via delle agevolazioni e in genere per una migliore gestione generale del ciclo passivo e di quello attivo.

Al momento, nel Nord Italia, oltre l’80% delle aziende e dei commercialisti si sono già dotati di strumenti ad hoc per emettere e ricevere fatture elettroniche: il Sud resta indietro con il 50% circa.