Tra i diversi modelli di fatturazione elettronica possibili, l’Italia ha adottato quello noto come il “Clearance Model” ovvero il modello che prevede lo scambio di documenti fiscalmente rilevanti tra cliente e fornitore attraverso un sistema pubblico gestito dalle autorità fiscali nazionali.

A livello internazionale, si tratta del modello adottato da vari paesi dell’America Latina (i più evoluti nel campo della fatturazione elettronica), dalla Turchia e da vari stati asiatici. In Europa questo modello, con alcune varianti e differenze, si sta affermando anche in Spagna e Portogallo.

Se di per sé l’adozione del modello di “Clearance” non comporta l’obbligo di implementarlo in modo difforme dalle norme comunitarie, l’Italia ha tuttavia operato delle scelte che, pur conseguenti alla scelta del modello descritto, contrastano in parte con le indicazioni sulla fatturazione elettronica (e-invoicing) a livello europeo.

Gli elementi di diversità rispetto alla legislazione europea sono i seguenti :

• Consenso dell’Acquirente: la Direttiva Comunitaria 2006/112/CE prevede che “il ricorso ad una fattura elettronica è subordinato all’accordo del destinatario” mentre evidentemente l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati prescinde dall’ottenimento di un qualunque tipo di consenso da parte dell’acquirente.

• Libera Scelta dei Formati: mentre le norme europee prevedono che le parti possano scegliere liberamente il formato con cui scambiarsi le fatture elettroniche, la scelta del legislatore italiano di richiedere l’adozione del formato utilizzato per le fatture elettroniche alla PA come unico standard possibile è decisamente in contrasto con questa possibilità di scelta; va ricordato tuttavia che nella Legge di Bilancio 2018 è stata introdotta una variante a questa disposizione che apre alla possibilità di utilizzare anche “formati basati su standard o norme riconosciute nell’ambito dell’Unione Europea”: tali formati non saranno comunque una libera scelta dei contraenti ma dovranno essere individuati ed indicati con Decreto Ministeriale.

• Libera Scelta dei Metodi I&A: la Direttiva UE prevede che i requisiti di Integrità del contenuto e di Autenticità dell’origine della fattura elettronica siano stabiliti liberamente da ogni soggetto passivo; ed a titolo unicamente esemplificativo la stessa direttiva evidenzia l’adozione di idonei sistemi di controllo di gestione, la firma elettronica avanzata o sistemi di trasmissione elettronica dei dati (EDI); nel caso della normativa italiana è previsto invece l’uso esclusivo della firma elettronica come sistema di garanzia della integrità ed autenticità della fattura.