Unioncamere stima che a luglio 2020 si registreranno circa 263mila assunzioni da parte delle imprese nonostante il delicato momento legato alla pandemia (dato in calo del 40% rispetto allo stesso periodo del 2019). Vediamo quali sono i profili più richiesti.

Secondo il rapporto dell’ente pubblico – che rappresenta il sistema camerale italiano nei confronti degli organi di governo territoriale, nazionale ed internazionale – le figure più richieste sarebbero quelle operanti nei settori commerciali e turistici. La categoria più ricercata, infatti, sarebbe quella degli addetti alla ristorazione (57mila posti di lavoro).

Segue il personale non qualificato nei servizi di pulizia (circa 34mila posti) e gli addetti alle vendite (oltre 20mila posizioni). Tuttavia, i dati non sono così positivi come potrebbe sembrare, visto che allo stesso periodo dello scorso anno il calo totale di entrate previsto è pari a -38,6%. Diminuisce anche il dato delle imprese che programmano assunzioni (10%, un calo del 6% rispetto a un anno fa). Per il trimestre luglio-settembre le entrate previste si attestano a 622mila.

Il report di Unioncamere, inoltre, specifica che per la maggior parte si tratta di contratti a termine che vengono proposti, +3% rispetto al 2019 (59,5% contro 56,3%). Contestualmente, quindi, diminuiscono quelli a tempo indeterminato (17% contro 20,2% di luglio 2019). In aumento, invece, i contratti di apprendistato (5,4%, +0,3 punti percentuali rispetto a un anno fa), mentre cala la previsione per i contratti di somministrazione (8,4%, -1,4 punti).

Le regioni in cui si prevedono più assunzioni sono quelle del Nord–Est (su tutte Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto che contengono la flessione tra -19% e -35% rispetto al 2019), così come del Sud e delle Isole (in particolare Sardegna, Calabria e Puglia con una flessione compresa tra -30% e -34%), trainate dalla stagione turistica. Vanno peggio quelle del Centro (riduzione delle entrate del 37% rispetto a un anno fa), ma soprattutto quelle del Nord–Ovest (-48,5% le entrate rispetto al 2019).

(fonte: idealista.it)