Assicurazione per le calamità naturali

Si ritorna a parlare di assicurazione obbligatoria per le calamità naturali. In Parlamento ci sono stati diversi tentativi e c’è un disegno di legge fermo da un anno. Le imprese assicurative (ANIA) la vogliono, le associazioni dei consumatori hanno delle perplessità. Ma cosa pensano gli italiani dell’assicurazione per le calamità naturali?

L’anno scorso è stata fatta un’indagine durante il progetto “Rischio Sismico e Idrogeologico in Italia”, realizzato nell’ambito del programma “Più informati, più protetti del Forum Ania Consumatori”.

 

Cosa viene temuto di più?

Sulla base di 865 famiglie abitanti in zone a rischio sismico medio-alto (zona sismica 2) e aree a rischio sismico medio-basso (zona sismica 3), si sono ottenuti i seguenti risultati

Rischio sismico 41,4%
Frane e smottamenti 32,5%
Eruzioni vulcaniche 21,4%
Incendi 14,5%
Alluvioni 13,6%
Esondazioni 7,8%
Uragani 1,7%

Costruzioni antisismiche

Nonostante il pericolo più temuto sia il sisma, i risultati sulla situazione delle abitazioni non rispecchiano questo

Non conosce la sua “vulnerabilità sismica” ovvero del rispetto o meno dei criteri antisismici 54,4 %
Vive in una abitazione costruita senza criteri antisismici e mai sottoposta ad interventi di miglioramento/adeguamento 8,7%
Vive in un’abitazione costruita secondo criteri antisismici 23,6%  
Abita in un edificio sottoposto a successivi interventi di “miglioramento” 13,1%

Assicurazione per le calamità naturalicosa pensano gli italiani?

Copertura totale 24,9 %
Solo per abitazioni a rischio elevato o medio 16,9% 
Solo per abitazioni a rischio elevato 9,9% 
No 22,5%
Nessun giudizio 25,8% 

In generale quindi abbastanza favorevoli ma solo con costi contenuti

Inferiore a 50€ 29,4%
Tra 50€ e 100€ 32,4%
Tra 100€ e 200€ 13%
Nessuna opinione 25,2%

E cosa ne pensano Assicurazioni e Associazioni consumatori?

Mentre la Presidente Ania, Maria Bianca Farina, ribadisce la necessità della legge “Sulle catastrofi naturali serve una soluzione strutturale, una soluzione di sistema, che oggi ancora non c’è”, il presidente del Codacons è più scettico.

“Ogni volta che in Italia si verificano calamità naturali si propone come unica soluzione quella di obbligare i cittadini ad assicurare la propria abitazione contro il rischio catastrofe – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una ipotesi che configurerebbe un enorme regalo alle compagnie di assicurazioni senza portare benefici concreti ai cittadini. Se le case infatti sono costruite nel rispetto delle leggi e in aree sicure, non si vede perché costringere i proprietari a contrarre una polizza obbligatoria contro le calamità”.

“Inoltre – prosegue Rienzi – in assenza di tariffe calmierate imposte dallo Stato, si determinerebbe una abnorme disparità: da un lato l’obbligo per i cittadini di assicurare un immobile, dall’altro la totale libertà delle compagnie di assicurazioni di applicare le tariffe che preferiscono, con crescite abnormi di anno in anno come avvenuto per l’rc auto”.

E noi, cosa ne pensiamo?

Qual è la nostra di opinione? Con tariffe controllate in base all’area di costruzione e al tipo di edifico si potrebbero avere tariffe relativamente basse. Se però si costringono le compagnie assicurative ad assicurare a basso prezzo case ad alto rischio, si avrebbe l’assurdo della penalizzazione dei comportamenti virtuosi in quanto le assicurazioni finirebbero per dover alzare i prezzi ai cittadini che costruiscono e comprano case a norma. 

Si dovrebbe quindi pensare a rendere obbligatoria l’assicurazione solo per alcune zone e tipologie di abitazioni, incoraggiando quindi la messa a norma e il rispetto di norme ambientali e di sicurezza idrogeologica.