Il digitale è un elemento pervasivo delle nostre vite: anche col mondo delle microimprese si configura un binomio indissolubile.

Il modo in cui abbiamo concepito internet tuttavia è cambiato nel corso degli anni.

Abbiamo salutato il web come un mezzo di comunicazione innovativo, che ha permesso di modificare stili di vita e anche modi di lavorare.

La geografia mediale è cambiata, però, con l’avvento del web partecipativo e dei social media. Qualcuno, molto illuminato, ha detto che i mercati sono conversazioni. Ed è proprio la dimensione conversazionale a caratterizzare oggi la fruizione e l’utilizzo del digitale, anche nel settore immobiliare.

Settore che ha vissuto alcune trasformazioni acquisendo oggi certezze e consapevolezze nuove.

La rivoluzione digitale ora corre sugli schermi delle periferiche mobili: è questa la cosiddetta “next big thing”, ossia l’innovazione di un web a portata di palmo, sempre con noi, con servizi geolocalizzati e contenuti ad hoc.

Ci sono più smartphone che persone, che fruiscono in modo continuativo (“always on!”) e costante di notizie e servizi.

Quale deve essere quindi il corredo “digitale” di una microimpresa?

Ci sono alcuni strumenti che non possono mancare.

A partire dal sito web.

Quindici anni fa le persone si chiedevano: “Dobbiamo usare l’email a tutti i costi?”

Poi tutti l’hanno utilizzata.

Poi la gente si è chiesta: “Abbiamo davvero bisogno di un sito internet?” La storia ha dimostrato di si, per quasi ogni tipo di business.

Un sito web di una microimpresa non deve contenere solo prodotti in vendita. Deve raccontare in primis la nostra storia. Spiegare chi siamo e perché lo facciamo.

Differenziarci, attraverso linguaggio e contenuti ad hoc, che parlino dei nostri punti di forza.

Perché i clienti dovrebbero consultare noi?

A questo si aggiungere la necessità di raccontare i prodotti in modo diverso.

Un sito deve essere aggiornato, e allora spazio a news e Blog.

Poi ci sono i social.

E’ imprescindibile utilizzarli al meglio, per arricchire e differenziare la nostra comunicazione. Per intercettare bisogno e richieste dei clienti. E aprire le famose “conversazioni”…