Negli ultimi 20 anni il mondo ha dovuto affrontare una classe totalmente nuova di criminali: con l’espansione e il boom di internet, aziende e privati cittadini vivono quotidianamente sotto la grande minaccia del cybercrime.

Nonostante gli investimenti in sicurezza, tale piaga sembra dilagare sempre più.

A farne le spese soprattutto le aziende, in particolare le PMI, che non hanno budget sufficienti per tutelarsi al meglio.

I cybercriminali hanno ora il potere di interferire e bloccare aziende ed enti pubblici, come è recentemente accaduto all’NHS, il Sistema Sanitario inglese, dove gli hacker hanno effettivamente annullato appuntamenti gettando nel caso la nazionale.

C’è poi la gradissima questione della sicurezza dei dati, che siano dati sensibili (con tutte le problematiche connesse di privacy) o legati a transazioni come pagamenti digitali.

Gli attacchi stanno diventando sempre più sofisticati e in grado di mettere davvero in ginocchio anche i sistemi più protetti.

L’evoluzione ha visto i cybercriminali strutturarsi sempre più, unendosi in vere e proprie organizzazioni.

I cosiddetti pirati informatici hanno buon gioco per una serie di motivi: scarsa preparazione e lungimiranza da parte degli utenti medi, che non fanno backup regolari e comunque hanno modesta percezione dei rischi che corrono, bassi investimenti in aziende grandi e piccole nel campo della sicurezza informatica, sistemi informatici non aggiornati, enti pubblici dotati di infrastrutture vetuste…

Una recente ricerca Kaspersky sui budget dedicati alla cyber security nelle PMI mostra come nonostante la percezione del rischio sia non trascurabile (il 54% dei responsabili IT è al corrente dei rischi e cosciente che prima poi la propria rete verrà “bucata”), gli investimenti sono scarsi e i le minacce si moltiplicano in modo esponenziale.

Ed ecco che sta sviluppandosi sempre più il mercato delle assicurazioni contro i danni digitali. Secondo i dati Swiss RE, il segmento delle polizze individuali a tema cybersecurity arriverà a valere 3 miliardi di dollari entro il 2025.

Secondo lo stesso report, l’81% delle persone teme che i criminali digitali possano accedere ai loro dati finanziari, il 75% è preoccupato per l’identità digitale, il 69% teme perdite di dati a causa di “problemi tecnici”, il 59% è terrorizzato dalla possibile pubblicazione in Rete di propri file personali. Il 60% delle persone si dichiara pronta ad accendere una polizza di questo tipo: la prevalenza è femminile. Il 50% vorrebbe che ci fossero sistemi di alert automatico associati alla polizza, assistenza legale online e comunque un servizio di assistenza tecnica H24. Ben 4 persone su 5 sono pronte ad acquistare la polizza online…