Un parametro fondamentale per verificare lo stato di salute di un’azienda è l’analisi della propria produttività.

Un tempo si riteneva che fosse un concetto vago e alquanto aleatorio. Si è giunti in seguito anche all’estremo opposto, proponendo vere e proprie formule matematiche, caratterizzate dalle variabili più diverse.

L’optimum è certamente nel mezzo.

Assodato che tanti sono i fattori che determinano la produttività aziendale, occorre poi anche definirli. E – contemporaneamente – renderne automatizzato il calcolo e la verifica.

E’ innegabile che l’aumento della produttività aziendale rappresenti un vantaggio sia per la proprietà che per i dipendenti.

Vediamo allora quali sono gli elementi che rientrano nella valutazione e nel calcolo della produttività aziendale.

In primis, la tipologia di azienda. Ossia il segmento nel quale si è attivi. Vi sono mercati più recessivi e mercati più produttivi. Questo varia in funzione del periodo dell’anno (stagionalità) o anche del momento storico.

Ci sono poi le competenze di chi lavora nell’azienda. Ci sono realtà piene di talenti e realtà più povere. Aziende ricche di “operativi” e organizzazioni dotate di elementi creativi. Le competenze non sono un elemento statico ed immutabile. Grazie al principio della “formazione continua”, le aziende si impegnano a sviluppare le skill dei dipendenti, che sono un vero e proprio patrimonio. E’ determinante che i dipendenti crescano insieme all’azienda, restituendo così – ingigantiti – gli investimenti fatti per il loro sviluppo professionale.

Un altro elemento è rappresentato dal numero ottimale dei dipendenti dell’azienda. Che non coincide ovviamente con quello reale. In epoche nelle quali trionfano la contrazione dei margini e credit crunch, è imperativo per le aziende raggiungere un livello coerente e funzionale della propria forza lavoro. Nel caso di organizzazioni sottodimensionate, la produttività ne risentirà immediatamente. Nel caso di aziende sovradimensionate, sarà il conto economico a generare disordine e problematiche.

Viene poi il benessere della forza lavoro. Altro elemento determinante. La produttività si gioca moltissimo sul campo dell’ottimizzazione delle risorse umane. In primis, occorre destinare le persone al ruolo per il quale sono tagliate meglio. Operativi fuori ruolo sono un costo troppo alto per l’azienda. Bisogna analizzare bene le potenzialità dei dipendenti, e farli rendere al meglio per le loro caratteristiche. Giocare sulla leva della motivazione, per incrementare l’entusiasmo e la produttività dei singoli elementi. Tutto il moderno sistema HR preme affinchè vi sia un coerente funzionamento del Work Life Balance. Flessibilità, pause, benefit, vacanze, premi…sono tutti elementi funzionali a questo obiettivo.

Vediamo poi l’elemento geografico: occorre tenere conto dell’ambiente fisico nel quale l’azienda opera. Anche qui le variabili che si aprono a ventaglio sono moltissime. Vi sono regioni in stato di sviluppo, altre meno attive. Regioni dotate di logistica impeccabile (qualora l’azienda abbia bisogno di distribuire i propri prodotti) ed altre poco praticabili. Vi sono regioni in cui il sistema fiscale è più accondiscendente rispetto al business e altre meno. Vi sono aree in cui è più facile fare sistema, e in cui esistono già incubatori o network affermati in grado di dare boost all’azienda.

Non solo quantità: anche la qualità è un parametro importante per calcolare la produttività aziendale. Non solo cosa si fa, ma come. La quarta rivoluzione industriale tratteggia i contorni di un modo diverso di lavorare. In cui la tecnologia è un atout per ottimizzare processi e strategie.

Occorre poi considerare gli aspetti organizzativi: il workflow di un’azienda può essere migliorato, attraverso l’analisi delle risorse umane e dei processi interni ad essa.

Ultimo elemento è il fattore “X”, l’imponderabile, la variabile impazzita che può influenzare nel bene o nel male la produttività complessiva di un’azienda.

Tutti questi elementi dipingono un quadro complesso, certamente non gestibile in modo analogico. Occorre digitalizzare questo genere di attività di controllo e valutazione, per spingere in alto il famoso grafo della produttività.