Perché si vogliono dare incentivi all’utilizzo dei pagamenti digitali?

Per prima cosa è un dato di fatto (vedi per esempio il report di Transcrime) che il contante è il mezzo privilegiato per traffico di stupefacenti e di migranti. Il punto evasione fiscale è anche certamente rilevante, il “nero” dei professionisti rappresenta una parte consistente dell’evasione fiscale italiana. I fondi neri cash sono poi la base per gli episodi di corruzione.

L’Italia è tra i paesi a più alto utilizzo di contante ma sotto a Germania e a Paesi dell’est. In Germania c’è una cultura ancora del contante e ad esempio i concessionari si oppongono fortemente all’introduzione di un limite. Il 67% dei loro clienti paga in contanti e il 76% dei pagamenti in contanti è sopra i 5.000€.

In generale l’utilizzo (dati del 2016) in Europa c’è ancora un alto utilizzo di cash (il 79% dei pagamenti corrispondente al 54% del valore).

Il Covid-19 ha portato ulteriori perplessità sull’utilizzo del contante. Un’analisi fatta dal “Bank for International Settlements” e pubblicata in Aprile ha però smentito che l’utilizzo del contante sia un fattore di rischio più che le tastiere dei terminali di pagamento.

Incentivi all’utilizzo dei pagamenti digitali.

Il Governo continua quindi la sua azione per incentivare l’uso dei pagamenti digitali.

In sintesi gli interventi sono (dovrebbero …) essere questi:

  • dal 1. luglio previsto credito d’imposta del 30% delle commissioni le transizioni compiute con metodi tracciabili.
  • Pagamenti contactless (senza PIN) alzato fino a 50 euro
  •  Obbligo di uso metodi tracciabili a partire da 2000€ e dal 1 Gennaio 2022 abbassato ulteriormente a 1000 €  
  • Cashback da inizio dicembre che prevede
    • Operazioni registrate sulla piattaforma PagoPa etrasferimento informazioni all’Agenzia delle Entrate
    • Credito 10% fino a 3000€, escluse spese online (che vengono fatte comunque con carte …)
    • Limite minimo di operazioni per incentivare l’uso anche per piccoli pagamenti

Limiti del pagamenti digitali

Alcuni limiti sono evidenti, il primo è la privacy (e gli incentivi come il cash back devono ancora il via libera), il secondo sono le commissioni troppo alte, soprattutto (in percentuale) per i piccoli pagamenti.

Ci sono però altri elementi che sono a nostra avviso fondamentali e sono la cultura finanziaria e la possibilità di accesso a conti bancari (normalmente gravati comunque da ulteriori costi).

Questo ultimo punto è particolarmente importante, se da un lato è positivo l’incremento dei pagamenti digitali è importante che questo non aumenti ulteriormente la divisione con le persone che non hanno accesso agli strumenti di pagamento e in particolare le persone senza conto corrente e consumatori più anziani.

Le nostre conclusioni

La riduzione del contante può sicuramente contribuire a ridurre l’evasione di piccolo taglio, riciclaggio e altre attività criminali.

Non bastano però questi interventi legislativi. Bisognerebbe accompagnarla con interveni per

  1. tutela privacy
  2. ridurre commissioni (soprattutto sui piccoli pagamenti) e i costi di conto corrente
  3. incrementare la cultura finanziaria dei cittadini

Sopratutto il terzo punto, aiuterà a fare una transizione verso i pagamenti digitali proficua per tutti.