Bruciare rifiuti per generare energia?

La Danimarca produce il 5% dell’energia con grandi inceneritori con filtri molto efficienti (23 inceneritori capaci di bruciare 3,8 millioni di tonnelate all’anno) e dipende quindi per la produzione di energia da grandi quantità di spazzatura. È il paese che brucia più rifiuti in Europa.

Sembrava un’idea veramente brillante ma è diventato un problema, infatti non ne produce abbastanza e importa rifiuti con alto contenuto di plastica, aumentando le emissioni di CO2 come risultato. Nel 2018 ha importato 1 milione di tonnellate da UK e Germania.

L’obiettivo iniziale era di bruciare i rifiuti danesi e non questo, ma evidentemente i danesi sono diventati bravi e producono poca spazzatura.

E ora si torna indietro?

La Danimarca vuole tagliare le emissioni dei gas serra del 70% rispetto al 1990 e bruciare rifiuti non aiuta. Inoltre, bruciare rifiuti è comunque inquinante per quanto si possano mettere filtri. In pratica la Danimarca intende tagliare le capacità degli inceneritori del 30% nel prossimo decennio, chiudendo 7 inceneritori!

Tornare indietro ha però dei costi considerevoli. Le centrali erano finanziate da prestiti e sono di proprietà dei comuni e questo creerà dei problemi finanziari.

L’esempio danese offre quindi una lezione ad altre nazioni che considerano la termovalorizzazione come una buona idea per gestire i rifiuti. La termovalorizzazione è sicuramente un miglioramento rispetto alle discariche che emettono metano e producono prodotti chimici tossici o rispetto al mandarle in paesi in via di sviluppo dove poi non si sa che succede. Se fatto appropriatamente è però il riciclo l’opzione migliore per rimuovere la maggior parte dei rifiuti che viene bruciata normalmente ed il modo migliore per ridurre l’emissione di gas serra.

Potrà sembrare fantascienza, ma speriamo di arrivare a questo stadio anche noi. Sicuramente è importante avere una soluzione pragmatica per i rifiuti ora, ma altrettanto importante è sapere che il riciclo deve essere l’obiettivo futuro.