Il prezzo dell’energia è una componente della bolletta che può variare da fornitore a fornitore e che viene negoziata ad ogni nuovo contratto.

Le tipologie proposte sono sostanzialmente due, prezzo fisso o indicizzato.

Partiamo con il prezzo fisso.

Questa opzione prevede un prezzo bloccato per tutta la durata del contratto, 12 o 24 mesi.

Anche all’interno di questa categoria ci possono essere, a loro volta, delle differenze. Il prezzo potrà, infatti, essere:
• monorario: l’energia elettrica utilizzata costerà allo stesso modo in qualunque momento della giornata
• su tre fascie: in questo caso si avranno 3 categorie ed ognuna sarà caratterizzata da un prezzo. Il costo finale dipenderà quindi dalle modalità di consumo dell’energia in relazione ai vari momenti della giornata.
• Picco/fuori picco: le ore, in questo caso, sono divise in due categorie e anche qui il costo dipende dal momento in cui l’energia viene consumata.

I punti di forza di un contratto a prezzo fisso risiedono nella semplicità e facilità di utilizzo e calcolo della spesa finale: l’esborso dell’utente dipenderà infatti dalla quantità di energia utilizzata e dai momenti della giornata in cui questo accade. Sarà relativamente facile per il consumatore effettuare delle previsioni di spesa.

Il rischio risiede nella fissità del contratto: se il prezzo di mercato dell’energia scende o crolla il consumatore pagherà comunque la cifra pattuita all’inizio.

Il prezzo indicizzato è diverso: in questo caso cambia nel tempo, solitamente su base mensile.

Sono due i parametri che condizionano le quote:
• il tipo di indice di riferimento adottato. Uno dei più usati è la media mensile del PUN (Prezzo Unico Nazionale), ossia il prezzo di scambio dell’energia sul mercato nazionale. Alcuni fornitori utilizzano altri indici, come il prezzo del petrolio ad esempio.
• lo spread: si tratta di un valore fisso determinato dal fornitore.

I vantaggi del contratto variabile risiedono nella possibilità, per il consumatore, di ottenere sconti e risparmi anche notevoli. Similmente, il rischio è quello di vedersi aumentati i costi in bolletta per via delle oscillazioni del mercato.

Come scegliere? Fisso o variabile?

Certamente occorre:
• fare una valutazione del contesto storico e socio-economico
• controllare bene costi manifesti e soprattutto eventuali costi nascosti
• compiere un’analisi molto specifica sui bisogni e i comportamenti nostri propri
recedere nel caso in cui si scopra che il contratto siglato non è vantaggioso per noi.