Il 31 dicembre 2018 è la scadenza entro la quale Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dovranno rimborsare i consumatori per i giorni erosi in modo illegittimo con le famose bollette a 28 giorni.

Lo ha deciso l’Agcom, che si è espressa contro questa pratica tanto ingegnosa quanto illegale.

Ma come si comporteranno le compagnie telefoniche?

Rimborseranno anche gli utenti che nel frattempo hanno cambiato provider?

Per questo ultimo caso occorrerà molto probabilmente attendere ottobre quanto le ultime pendenze saranno risolte.

Il problema investe milioni di persone: 12 milioni di utenti con linea fissa e ben 60 milioni di utenti di telefonia mobile che hanno pagato un mese in più all’anno. Per un “danno” quantificato in circa 13 miliardi di euro.
L’Agcom si era pronunciata contro la fatturazione a 28 giorni già il 23 giugno 2017 imponendo alle compagnie di tornare allo scheduling mensile.

Compagnie che si erano però appellate al TAR del Lazio.

In risposta l’Agcom aveva emesso una diffida: qualora le compagnie non avessero voluto pagare avrebbero comunque dovuto scontare in bolletta i giorni erosi in modo illegittimo. La diffida conteneva anche la scadenza di aprile 2018 ma nel frattempo il TAR aveva bloccato anche questo provvedimento.

Allora l’Agcom, recependo il blocco, ha spostato la scadenza a fine 2018.

La nuova nota di Agcom precisa che le compagnie potranno restituire i giorni erosi anche in più fatture e tale quota dovrà essere calcolata a partire dal 23 giugno 2017 sino alla data in cui hanno ripristinato la fatturazione mensile.

Il metodo Agcom non prevederà il rimborso in bolletta: gli utenti, quindi, non riceveranno fatture meno salate e con lo storno. La compensazione avverrà tramite lo sconto a monte: le compagnie emetteranno bollette ritardate, fino a bilanciare il numero di giorni “erosi”.